AGRITURISMO QUERCIA ROSSA
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Sovana

Il Parco archeologico Città del Tufo comprende le necropoli di Sovana, i complessi rupestri di San Rocco e Vitozza, il Centro di Documentazione di Sovana e il Museo Medievale della Fortezza Orsini di Sorano (informazioni al tel. 0564/614074).
La prima occupazione del pianoro tufaceo di Sovana risale all'età del Bronzo Medio e Finale (XVI-X sec. a.C.), come accade anche a Poggio Buco e a Pitigliano. L'area venne poi abbandonata nel periodo villanoviano (IX-VIII sec. a.C.), per essere rioccupata solo all'inizio del VII, come dimostrano i più antichi corredi tombali. Con l'inizio del V sec. a.C. il centro viene nuovamente abbandonato, ma viene rifondata a metà IV sec. a.C., probabilmente in relazione con la riapertura degli scambi commerciali con le città dell'Etruria centro-settentrionale. Il pianoro tufaceo viene fortificato in questa occasione con una cinta in blocchi quadrati di tufo. Il grande sviluppo della città, dimostrato dalle monumentali tombe rupestri, è però in massima parte successivo alla conquista romana del 280 a.C., che investì Vulci, Volsinii e i loro territori. Resta inspiegato il motivo del trattamento di favore che venne riservato dai conquistatori a Sovana, evidentemente risparmiata mentre altri insediamenti minori del vulcente vennero distrutti radicalmente. Secondo l'ipotesi più semplice Sovana si sarebbe schierata contro Vulci, alleandosi con Roma.
Le tombe monumentali più elaborate sono del tipo a tempio (Tomba Ildebranda, Tomba Pola) o a edicola con ricche decorazioni scolpite (Tomba del Tifone, Tomba della Sirena, Tomba del Sileno). Le più diffuse sono però le tombe a dado, con falsa porta e cippo sovrastante.
Nel periodo romano la città ebbe un certo rilievo se venne scelta come sede vescovile a partire dal 523-526. Nel dominio bizantino fino alla fine del VI sec., Sovana poi fu conquistata dai Longobardi. Alla fine dell'VIII sec. risale il ciborio conservato attualmente nella chiesa di Santa Maria, che dimostra insieme con gli elementi decorativi altomedievali riusati nella facciata laterale del Duomo, un intervento complessivo di ristrutturazione di una chiesa, forse San Mamiliano, oggi ridotta a rudere.
Nel XIII sec. Sovana fu possesso degli Aldobrandeschi. Nel 1313 passò, per via di un matrimonio, agli Orsini conti di Pitigliano. Nel 1410 fu conquistata dai Senesi. Nel 1552 fu riconquistata dagli Orsini. Pochi anni dopo entrò a far parte del Granducato, ma un'epidemia di malaria in poco tempo la spopolò quasi completamente. Anche i successori dei Medici, i Lorena, cercarono di ridare a Sovana un pò di vitalità, ma con scarso successo così che nel 1814 venne disciolta la comunità e la città divenne parte del Comune di Sorano. Nel 1843, quando l'Ainsley ne esplorò per primo le tombe rupestri, contava appena 110 abitanti.

Tombe di Sovana

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Sovana, tomba a ’colombario‘ Sovana, frontone della Tomba Ildebranda Sovana, ciborio in Santa Maria
Duomo e Chiesa di S.Maria
- Tel. 0564/616532 -
Orario:
Febbraio-Dicembre:
10.00-18.00;
Gennaio: sabato e domenica: 10.00-18.00
Centro documentale del territorio sovanese e Museo estrusco
(Palazzo Pretorio in P.zza del Pretorio)
- Tel. 0564/633023-614074 -
Orario:
Novembre-Marzo: sabato e domenica:10.00-16.00;
Aprile-Ottobre: tutti i giorni: 10.00-19.00
Museo di Malacologia Terrestre
(c/o la casa di Papa Gregorio VII. Via del Duomo 47)
- Tel. 0564/616582 -
- A.M.I 06/69940814 -
Orario:
10.00-13.00 14.30-18.00
Giorno di chiusura: martedì.