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Santarello di Montemerano - Saturnia di Manciano (Grosseto) - Toscana
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Manciano

Manciano è situato in posizione centrale tra la Valle del Fiora e quella dell'Albegna. Il primo documento nel quale viene espressamente menzionato è un contratto di vendita del marchese Lamberto Aldobrandeschi datato 973, mentre come centro abitato sorse probabilmente verso la fine del XIII secolo.
In questo periodo gli Aldobrandeschi iniziarono la costruzione delle mura, mentre prima della metà del 1300, sul punto più elevato del colle, costruirono una imponente rocca che ancora conserva il loro nome. Dopo la dominazione Aldobrandesca, il borgo fu prima conteso tra il comune di Orvieto e i conti Orsini di Pitigliano, e in seguito, nel 1410, questi ultimi furono costretti a cederlo alla Repubblica di Siena. Nel 1416 infine fu definitivamente attribuito agli Orsini, che dovettero comunque riconoscere il dominio senese. Dopo il 1555 con l'annessione dello Stato di Siena al Granducato di Toscana, Manciano, con altri centri della valle dell'Albegna, andò a formare la Podesteria di Saturnia e Capalbio. Al momento della Riforma municipale di Pietro Leopoldo, che portò al raggruppamento di numerose comunità, Manciano, con i suoi 700 abitanti ed un'economia ben avviata, risultò tra i borghi più grossi ed importanti della Maremma grossetana.
Il paese conserva, nel centro storico, le sue caratteristiche medievali evidenziate dalla struttura urbanistica con vicoli antichi che salgono a spirale verso la sommità del paese fino a convergere sotto le mura del castello. La rocca degli Aldobrandeschi è un grande fortilizio quadrangolare, coronato dai tipici merli castellari ed affiancato da una possente torre, il Cassero, che è la parte più antica del castello e risale al 1350 circa. Salendo lungo la via che porta al castello si presenta una grande porta d'accesso al centro storico: Porta Fiorella. Accanto all'ampio arco della porta si trova un massiccio torrione cilindrico, facente parte dell'antica cinta muraria Scendendo dal Cassero verso il borgo, articolato in stretti e pittoreschi vicoli, troviamo la Torre dell'orologio (1615), la Chiesa di San Leonardo, Piazza Garibaldi con al centro la fontana monumentale del Rosignoli.
In prossimità del Cassero, sede del Municipio dove si trovano dipinti dei pittori mancianesi Pietro Aldi (1852-1888) e Paride Pascucci (1866-1954), è situato il Museo di Preistoria e Protostoria, affacciantesi sulla piazza del castello. Nel Museo, corredato di pannelli esplicativi aggiornati, è possibile vedere, fra l'altro, la dentatura di un Elephans Antiquus - parente del Mammuth- risalente a 300.000 anni fa, numerosi reperti litici, che testimoniano la presenza in questa regione dell'Homo Erectus già mezzo milione di anni fa, due pregevoli asce risalenti all'Età del Bronzo.

Sulla strada fra Manciano e Pitigliano si trova il sito di Poggio Buco, città antica in posizione simile a Sovana forse identificabile con Statonia, prefettura romana creata dopo il 280 a.C. insediatasi sul luogo dell'etrusca Statnes. La città, con tratti di mura a blocchi per un perimetro di circa tre chilometri, ha un'estensione generale di tre ettari. Fuori della città vi è un'area sacra con un tempio e vari edifici, mentre un altro tempio sorgeva all'estremità orientale dell'abittao dove sono venuti alla luce terrecotte architettoniche arcaiche degli inizi del VI sec. a.C., lastre con teorie di animali, cavalieri, opliti e carri, sime a protome animale e acroterio con testa equina.
Le suggestive necropoli si estendono nella sottostante Valle Vergara, sul colle Insuglietti a Sud della città e soprattutto sulla strada che lascia la città verso Ovest. La tipologia tombale è riconducibile a tre forme principali: tombe a fossa, a fossa con loculo e a camera. Il tipo più antico (fine VIII - inizi VII secolo a.C.) è una fossa rettangolare e profonda (massimo 3 metri) chiusa superiormente da un lastrone; di poco più recente (secondo quarto del VII sec. a.C.) risulta il tipo con uno o due loculi per la deposizione del corredo ricavati nei lati lunghi della fossa. Contemporanei sembrano essere, in base ai corredi, il tipo più antico di tomba a camera (fornito di breve dromos a scalini, vestibolo scoperto e camera chiusa da lastroni) ed il tipo più recente di tomba a fossa. L' architettura tombale a partire dalla fine del VII si fa più complessa: varie camere funerarie si aprono su un vestibolo coperto, accessibile mediante un lungo dromos. In qualche caso nel tufo sono riprodotte le strutture lignee del tetto. I corredi sono composti quasi esclusivamente da bucchero e ceramica etrusco-corinzia.

Attorno alla zona di Manciano vi è anche la necropoli di Pian di Palma. Caratteristici di questa necropoli sono i vasi cinerari con il coperchio sormontato da una sfera, da interpretare come un tentativo di dare al vaso una forma antropomorfa. Alla fine dell'VIII secolo a.C. le necropoli aumentano di numero e di estensione sulle due rive dell'Albegna (Poggio Pancotta, Prato Grande, Sterpeti, Campo delle Caldane, Pian di Palma, Puntone, Casali, Crostoli). Non si sa se questo fenomeno sia legato solo ad uno sviluppo del centro urbano o anche ad un abitato sparso nel territorio circostante. Le tombe tardo-villanoviane sono a pozzetto. Con il VII sec. compaiono le tombe a tumulo, costruite con grandi blocchi e lastroni monolitici (Pian di Palma, Puntone).

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Manciano Necropoli di Poggio Buco
Museo Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora
(Via Corsini 5)
- Tel. 0564/625327 -
Orario:
martedì-sabato: 9.00-15.30
domenica: 9.30-13.00
Giorno di Chiusura: lunedì.
Museo Storico Soc. Filarmonica "Pietro Mascagni"
(Poggio Murella Via Corsini 1)
- Tel. 0564/607977 -
Visitabile su richiesta.