AGRITURISMO QUERCIA ROSSA
COUNTRY HOUSE AND B&B
Santarello di Montemerano - Saturnia di Manciano (Grosseto) - Toscana
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Cosa

Cosa, colonia di fondazione romana, poi fortezza bizantina e castello medievale con il nome di Ansedonia, è aperta al pubblico; all'interno dell'area di scavo è il Museo (informazioni al tel. 0564/881421).
Cosa fu fondata nel 273 a.C., sette anni dopo la conquista di Vulci, capitale del territorio che si estendeva dalla valle dell'Albegna a tutta la valle del Fiora e oltre con la funzione di tenere sotto controllo i precedenti abitanti della zona e di respingere gli attacchi nemici. In posizione strategica e munita di mura imponenti, Cosa era circondata da Etruschi ostili e si affacciava sul mare Tirreno da cui si preannunciava l'attacco dei Cartaginesi.
L'area urbana fu edificata dando la precedenza alle opere di fortificazione e agli edifici pubblici. Il punto più alto della città è l'arx, centro religioso con il Capitolium, il tempio dedicato alla triade Giove-Giunone-Minerva e simbolo della religione di stato. In basso è invece la piazza del foro, con le sedi dell'attività politica (comitium, curia, un tempio della Concordia e la basilica civile). Con la colonizzazione furono costruiti ponti e strade e i terreni agricoli furono divisi secondo i principi della centuriazione. Ciascun colono sembra abbia avuto un podere di 16 iugeri, pari a due ettari circa. I rappresentanti della classe dirigente potevano invece contare su lotti più estesi.
Ai piedi della città fu costruito il Portus Cosanus e l'area circostante fu attrezzata con imponenti infrastrutture tagliate nella roccia del promontorio. Il maggior sviluppo del porto risale all'inizio del I sec. a.C., quando furono estesi i moli e i frangiflutti. La laguna retrostante, di cui oggi residua il Lago di Burano presso Capalbio, fu utilizzata per allevare pesci, e a questo scopo il canale noto come la Tagliata era attrezzato con paratie mobili. La città aveva forse un altro approdo in posizione simmetrica dall'altra parte del promontorio, all'inizio del tombolo di Feniglia. Un Portus Fenilie è ricordato in fonti tardo-antiche e medievali; potrebbe però essere esistito già in età tardo- repubblicana, come farebbero pensare i grandi scarichi di anfore rinvenuti nella pineta.
A partire dal I sec. a.C. la città perse il ruolo militare e la valle dell'Albegna da Saturnia a Talamone fu investita dalla guerra fra Mario e Silla. Cosa venne devastata intorno al 70 a.C., probabilmente nel corso delle guerre fra Romani e pirati. Nella città, quasi del tutto spopolata, nel III sec. Fu istituita una comunità definita nelle iscrizioni superstiti (fra cui quella murata nel palazzo comunale di Orbetello), Res Publica Cosanorum. Alla fine del V sec. nell'arx si installò una guarnigione militare, poi fortificata nel VI secolo, forse per contrastare l'avanzata longobarda, mentre l'abitato era nell'area del foro, dove venne costruita una piccola chiesa sopra le rovine della basilica.
A partire dal X sec. Ansedonia è occupata da un insediamento che ha il suo centro nell'altura all'estremità est della città romana. Si tratta del castello che compare fra i possessi dell'abbazia delle Tre Fontane di Roma. Dalla metà del XII sec. Ansedonia compare nei documenti come civitas, titolo che competeva alle sedi vescovili o, come in questo caso, alle città di antico prestigio. Da ultimo compare nella divisione della contea aldobrandesca del 1274; fu assediata e distrutta dai senesi nel 1329.

STAMPA
Cortile del Museo Nazionale di Cosa
Museo Archeologico
"Rovine di Cosa"
- Tel. 0564/881421 -
Orario:
ottobre-aprile: 9.00-13.30
Maggio-Settembre: 9.00-19.00
Giorno di Chiusura: domenica.