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Capalbio e il Giardino dei Tarocchi

Il pi¨ antico documento nel quale viene citato Capalbio Ŕ un "privilegium" di papa Alessandro III (1161) in cui Ŕ riconfermato il possesso di alcuni territori maremmani a Baldinone, abate del monastero delle Tre Fontane.
All'incirca nello stesso periodo, la famiglia degli Aldobrandeschi ottenne l'investitura di queste terre. Alla fine del XIII sec., il castello e i territori vicini furono conquistati da Orvieto.
In seguito Capalbio pass˛ alla repubblica di Siena, cadendo poi sotto il dominio degli Orsini. Nell' aprile del 1555 le truppe spagnole del principe di Morignano, alleate con i Medici, conquistarono Siena e a giugno, dopo Porto Ercole e Orbetello, anche Capalbio cadde sotto il dominio degli spagnoli. Capalbio fu assegnato dalla Spagna a Cosimo dei Medici e da questo momento inizi˛ una crisi economica e demografica. Le condizioni economiche subirono una stasi a causa di diversi fattori tra cui l'insalubritÓ della zone paludose, la lontananza del potere centrale, la posizione ai confini di stato, la mancanza di una rete viaria adeguata ed infine le incursioni dei turchi. L'aria malsana, uno dei gravi problemi che tutta la Maremma dovette affrontare durante il XVII secolo, caus˛ un forte spopolamento. La dinastia dei Medici manterrÓ la propria sovranitÓ sul Granducato di Toscana fino al 1737, quando, estinto il ramo principale, la successione passerÓ ai Duchi di Lorena. Lo Stato dei Presidi, cessato di essere possedimento spagnolo, pass˛ sotto il dominio degli Austriaci (1707) e quindi dei Borboni (1736).
Capalbio perse la propria autonomia amministrativa, dal momento che Leopoldo I lo aggreg˛ a Manciano, e nel 1842 Leopoldo II lo aggreg˛ a Orbetello, status che durerÓ per 100 anni. In questo periodo alla disastrosa situazione sociale si aggiunse anche la piaga del banditismo che terrorizzava la Maremma. I nomi dei pi¨ famosi briganti che spadroneggiarono nelle contrade sono: Domenico Bigini, Antonio Renci, Fortunato Anzuini, Luciano Fioravanti e Domenico Tiburzi.

Il Giardino dei Tarocchi costruito nella tenuta di Garavicchio presso Capalbio Ŕ opera di Niki de Saint Phalle, autrice di numerose istallazioni composite e monumentali tra cui la Fontana Stravinsky al Centre Pompidou a Parigi (1983), il parco-giochi Rabinovitch di Gerusalemme (1972), il Sun God nell'UniversitÓ della California, a San Diego (1983). Influenzato dal parco Guell realizzato dell'architetto Gaudi' a Barcellona, nel giardino sono rappresentate le 22 carte dei Tarocchi (Arcani maggiori) in ciclopiche sculture, alte circa 12/15 metri, ricoperte di mosaici in specchio, vetro e ceramiche. Durante la visita si incontra: "Il Mago" con la sua mano ricoperta di piccole tessere di specchi, sotto "La Sacerdotessa" con una bocca da cui fuoriesce una piccola cascata di acqua che scivola su dei gradini ricoperti di sfoglie di ceramica, finendo in una fontana dove al centro si muove la ruota della fortuna con i suoi getti d'acqua. Vicino la carta della "Forza", rappresentata da una figura femminile che, con un guinzaglio invisibile, predomina la forza brutale di un drago ricoperto di un manto di specchio verde. "Il sole" a forma di uccello posato su un arco, "La morte," che cavalca un cavallo con una falce nella mano, "Il diavolo", "Il mondo," "Il folle," " Il papa". La carta de "L'Impiccato" Ŕ posta all'interno de "L'albero della vita", pi¨ avanti c'Ŕ "La giustizia," una figura femminile con all'interno una macchina che rappresenta l'ingiustizia, bloccata da un cancello con un grosso lucchetto; "Gli innamorati" rappresentata da Adamo ed Eva in un simpatico pic nic. L'eremita," "La torre, "L'imperatore,"che Ŕ rappresentato da un castello dove all'interno Ŕ sorretto da diverse colonne rivestite con mosaici in specchio e ceramiche. Si trovano anche scene di caccia, draghi, uomini feriti e una fontana che rappresenta la lussuria, con delle donne che giocano con l'acqua. La carta de "L'imperatrice" Ŕ a forma di sfinge, dove all'interno c'Ŕ un gran salone, un bagno e una piccola stanza da letto; in questo luogo ha vissuto e lavorato per diverso tempo l'ideatrice del progetto. All'interno vi sono anche "Il carro," "La stella," "Il giudizio." Infine "La luna" e "La temperanza", quest'ultima posta sopra una chiesina internamente rivestita di specchio e un altarino con sopra una Madonna negra in ceramica.

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STAMPA
Capalbio Il Diavolo Il Giardino dei Tarocchi
Parco Museo
"Il Giardino dei Tarocchi"
- Tel. 0564/895093 - 895122 -
Orario:
Ottobre-Aprile: 9.00-13.30
Maggio-10 Ottobre:14.30-19.30
Giorno di chiusura: domenica